Con la recente ordinanza del 20 giugno 2026, n. 20945 la Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi sull’approvazione online delle clausole vessatorie, escludendo che la semplice spunta di un “doppio flag” sia sufficiente ai fini dell’approvazione specifica della clausola e possa equivalere a una firma elettronica idonea a dimostrare l’imputabilità dell’atto al contraente. In un nuovo contributo per la rubrica “Tecnologie digitali e diritto”, la Professoressa Finocchiaro e l’Avv. Laura Greco analizzano la pronuncia e ne evidenziano i profili critici, richiamando il principio di neutralità tecnologica del Regolamento eIDAS e ripercorrendo le diverse tipologie di firma elettronica previste dall’ordinamento europeo e nazionale.
