Quale spazio per la valutazione umana nelle procedure automatizzate? In una recente sentenza, il T.A.R. Lazio ha affrontato il tema, correggendo l’esito di una procedura concorsuale gestita tramite algoritmo che non aveva riconosciuto al candidato la possibilità di beneficiare della riserva dei posti prevista dal bando. Prendendo le mosse da questa pronuncia, la Professoressa Finocchiaro, in un nuovo contributo per Il Sole 24 ore, si sofferma sul concetto di “riserva di umanità”, espressamente richiamato dal Collegio: uno spazio precluso all’artificiale e riservato alla persona, fondato sulla capacità di valutare il caso concreto e di apprezzarne le circostanze rilevanti.
